Nasce sotto il segno della parola freedom e di Motherless Child il 61/mo
festival di Cannes: l'ha cantata il folk singer afroamericano Ritchie Havens
nella cerimonia di apertura con un ideale omaggio alla colonna sonora di
Woodstock, facendo finalmente sorridere e battere le mani il presidente della
giuria Sean Penn, fino a quel momento 'ingessato'.
La competizione si apre al buio o meglio, con la cecita' bianca, portata
sullo schermo dal regista brasiliano Fernando De Mereilles in Blindness. E'
stato questo film, in competizione, con il suo messaggio apocalittico
sull'umanita' ad avere l'onore del primo tappeto rosso di questa edizione nata
nel segno di meno glamour e piu' film indipendenti. Non a caso il presidente
della Giuria, Sean Penn ha lanciato un "appello ai distributori a sostenere i
film che non riceveranno premi".
Il regista di Citta' di Dio ci tiene a dire che il suo non e' un film
politico e comunque 'non un film contro nessun paese, tanto meno contro il
governo americano" (facendo riferimento all'invisibilita' a cui vengono
condannate le vittime di certe tragedie, come nel caso dell'uragano
Katrina).
Anzi, e' stato lo stesso premio Nobel Jose' Saramago, dal cui romanzo omonimo
e' tratta la sceneggiatura, a chiederlo: "non ci dovevano essere riferimenti a
nessun paese o dittatura - dice il regista -. Io stesso poi volevo che fosse
solo un'allegoria e che non ci fossero alcun riferimento e che fosse solo una
metafora da applicare a tutte le negligenze anche da parte dei governi".
L'Italia e' rappresentata in forze al 61mo Festival di Cannes: due film in
concorso, "Gomorra" di Matteo Garrone e "Il divo" di Paolo Sorrentino, entrambi
con Toni Servillo.
Fuori concorso, nella 'Sezione Speciale', sara' presentato lunedi' 19 maggio
il film di Marco Tullio Giordana "Sangue Pazzo", prodotto da Angelo Barbagallo.
Monica Bellucci e Luca Zingaretti vestono i panni di Luisa Ferida e Osvaldo
Valenti, la coppia del cinema piu' famosa ai tempi del fascismo, che dopo
l'adesione alla Repubblica di Salo' e l'accusa di collaborazionismo fini'
fucilata dai partigiani dopo un processo sommario.
"Il resto della notte" di Francesco Munzi, prodotto da Donatella Botti, sara'
presentato, invece, nella sezione 'Quinzaine des Realisateurs' mercoledi' 21
maggio. Dal regista gia' autore del pluripremiato "Saimir", una storia
ambientata nel Nord Italia in cui convivono diversita', emarginazione e male di
vivere.
Nella giuria siede Sergio Castellitto - molto amato e apprezzato anche in
Francia - accanto a Natalie Portman, Alfonso Cuaron, Apichatpong Weerasethakul,
Alexandra Maria Lara e Rachid Bouchareb, Jeanne Balibar., Marjane Satrapi.
Ultima vittoria italiana a Cannes sette anni fa con "La stanza del figlio" di
Nanni Moretti
Ventidue i film in concorso
Oltre ai due italiani e a
"Cecita'" spiccano "Changeling" di Clint Eastwood con Angelina Jolie e "Che" di
Steven Soderbergh con Benicio del Toro.
In gara ci sono, poi, Charlie Kaufman
con "Synecdoche, New York"; Wim Wenders con "Palermo shooting" interpretato da
Giovanna Mezzogiorno; i fratelli Dardenne, con "Le silence de Lorna"; i francesi
Arnaud Desplechin ("Un conte de Noel") e Philippe Garrel ("La frontiere de
l'aube"); gli argentini Lucrecia Martel ("La mujer sin cabeza") e Pablo Trapero
("Leonera"); l'israeliano Ari Folman ("Waltz with Bashir"); il canadese Atom
Egoyan ("Adoration"). Completano la lista dei film in lizza per la Palma d'Oro:
"24 City" del cinese Jia Zhangke; "Les Trois Singes" del turco Nuri Bilge
Ceylan; "Delta" del magiaro Kornel Mundruczo; "Linha de Passe" dei brasiliani
Walter Salles e Daniela Thomas; "Serbis" del filippino Brillante Mendoza. Infine
"My magic" di Eric Khoo e "Two lovers" di James Gray.
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